20–21.09.2021
#NEBVenezia
Arsenale

Bauhaus dei Mari

Nel XX secolo il Bauhaus definiva il ruolo del design, fondendo l’arte con l’industria e la costruzione. Nel XXI secolo, l’Unione Europea propone un nuovo Bauhaus, che darà luogo all’implementazione del Green Deal, fondato sulla sostenibilità e l’inclusione sociale. In risposta a questa sfida, il Portogallo propone una mobilitazione continentale che ruota attorno al primo e più decisivo spazio naturale globale: il mare.

Perché i mari e gli oceani?
  • Mari e oceani regolano il clima assorbendo calore e carbonio (1/3 delle emissioni globali di carbonio);
  • Le coste ospitano una grande fetta di popolazione europea (il 41% della popolazione vive lungo le zone costiere) costituendo, così, il principale spazio naturale e la frontiera dei sistemi urbani;
  • Sono una risorsa fondamentale per la produzione di alimenti (forniscono il 16% delle proteine consumate a livello globale).
  • Generano posti di lavoro e ricchezza nei vari settori dell’economia blu (attirando il 52% delle attività turistiche in Europa);
  • Abbracciano soluzioni globali per la cattura del carbonio (praterie marine, plancton, cetacei), e offrono un grande potenziale nel campo delle energie rinnovabili, del trasporto sostenibile, del cibo e dei biomateriali, e delle biotecnologie;
  • Rispondono a importanti minacce quali l’inquinamento (plastica) e il degrado dell’ecosistema correlato al cambiamento climatico (erosione, aumento del livello del mare);
  • Rappresentano un’importante eredità storica, culturale e patrimoniale europea;
  • Forniscono uno spazio per interventi futuri dove potremo evitare gli errori imprevisti commessi in passato.

Il Bauhaus dei Mari, come il “marhaus” (letteralmente “il mare come nostra casa”) o “baumar” (“il mare come spazio di creazione e imprenditorialità d’impatto”), mira a promuovere un nuovo sviluppo etico ed estetico rigenerativo, partendo da una gamma diversificata di aspetti basati sulla nostra continua relazione con il mare.

Concepito come un viaggio con partenza dal Portogallo, il Bauhaus dei Mari genererà un movimento di design esteso a tutte le regioni costiere e marittime d’Europa.

Anchors

Riconoscere l’ambiente mappando e comunicando i flussi di risorse minerali, biologiche e umane (trasporti, comunità e flussi migratori), parametrizzando, ottimizzando e digitalizzando i dati al fine di ottenere una gestione informata e sostenibile e un processo decisionale consapevole;

Riconciliarsi con il mare, identificando gli oceani come un territorio di continuità trans-geografica che apre le sue diverse dimensioni alle necessità strategiche del progetto Bauhaus europeo;

Riconnettere le comunità con il loro habitat e patrimonio materiale, ecologico, estetico e culturale. Sostenendo la produzione e la co-creazione d’idee innovative, orientate verso una cittadinanza globale, e di esperienze e imprenditorialità con un impatto sull’economia blu;

Rinnovare le tecniche coinvolgendo i cittadini nella gestione delle risorse locali in regioni costiere e marine, promuovendo così soluzioni provenienti dalla natura che contrastano il cambiamento climatico. Promuovere interventi artistici innovativi, esperienziali e tecnologici, implementabili sia a livello europeo che globale.

In breve, il Bauhaus dei Mari si propone di riconoscere e legittimare la vasta gamma di know-how già presenti nelle comunità e negli ecosistemi costieri e marini. Mediante la promozione di design e creatività, il Bauhaus dei Mari stimola innovazione, rinnovamento, aggiornamento e articolazione con una nuova produzione di politiche pubbliche volte alla cooperazione e risoluzione di problemi transnazionali.

Il Bauhaus dei Mari propone, quindi, una narrazione eco-centrica sia cosmopolita che radicata, plurale e testimoniale, con evidenti effetti ambientali ed economici, modulabili a livello europeo e globale.

Vision

Creare una “cultura del Bauhaus dei Mari” implicherà l’istituzione di una scuola di sperimentazione interdisciplinare e imprenditoriale, destinata a modellare una generazione di designer, architetti, ingegneri, artisti, manager e scienziati intorno a soluzioni di design sostenibile per le regioni costiere e il mare. Il sostegno a progetti in rete dovrebbe stimolare la collaborazione con entità provenienti da settori accademici, scientifici e culturali, incubatori e centri tecnologici, con il coinvolgimento delle comunità in cui operano. L’obiettivo è di creare e ricalibrare la capacità di replicare soluzioni sostenibili o rigenerative.

Il punto focale è il mare come fonte e destinazione di design, reso vivo attraverso le seguenti linee guida:

Progettare e diffondere modelli di sostenibilità, applicabili su scala locale e globale che stabiliscano una continuità tra ecosistemi marini e terrestri, includendo agenti umani e più-che-umani (per esempio, animali e aree protette, ma anche spiagge, dune e onde);

Riconoscere e diffondere paradigmi di pensiero e azione transfrontalieri, emancipati da una mappatura strettamente geopolitica, contribuendo così a visioni interculturali e radicalmente cosmopolite tra comunità e culture contemporanee e ancestrali, europee e transeuropee;

Promuovere forme innovative di ricostruzione e rappresentazione in architettura e pianificazione, a partire dalle strutture di protezione costiera fino alle infrastrutture ecologicamente responsabili della gestione sostenibile di energie rinnovabili e delle piattaforme offshore per l’acquacoltura, includendo i nuovi bio- e geo-materiali;

Promuovere e permettere la sperimentazione e l’innovazione alimentare attraverso la produzione e il consumo ecologico, con tecniche alternative e/o locali, attuate attraverso attività di diffusione culturale;

Raccogliere, strutturare, e diffondere testimonianze, narrazioni, nozioni e oggetti intimamente radicati nelle esperienze passate e presenti con il mare – coinvolgendo storici, antropologi, sociologi, designer, artisti, specialisti di media digitali e audiovisivi, collezioni e musei in questo processo di costruzione della massa critica;

Istituire team transdisciplinari al fine di anticipare ed estinguere l’impatto dell’innalzamento dei mari e degli oceani nelle città e nei territori costieri, e rispondere ai crescenti fenomeni meteorologici estremi;

Sviluppare missioni transdisciplinari verso l’inversione della tendenza storica di utilizzare materiali terrestri ad alta intensità di carbonio (ad esempio, il cemento), combinando la valorizzazione di materiali naturali (ad esempio, il legno o la canapa utilizzati per il sartiame e le candele) e di materiali acquatici in ambienti terrestri (ad esempio, alghe, meduse, collagene marino);

Sostituire i cicli sedimentari naturali attuando nuovi sistemi di trasferimento e interventi innovativi che promuovano lo sviluppo degli habitat e la rigenerazione degli ecosistemi marini. L’iniziativa mira a prevenire inondazioni, erosioni e infiltrazioni di acqua salata;

Incoraggiare gli scambi transeuropei e la circolazione delle conoscenze provenienti dalla costa e dall’entroterra, mediante spazi artistici ed etnografici, utilizzando reti museali e promuovendo i rispettivi spazi inattivi e/o all’aperto;

Promuovere l’apprendimento interdisciplinare, la pedagogia e le azioni imprenditoriali con:

  • — la comunità accademica e scientifica;
  • — comunità imprenditoriali e tecnologiche;
  • — i diversi segmenti di popolazione, per una maggiore responsabilità nella conservazione e valorizzazione degli ecosistemi costieri e marittimi;
  • — specialisti della cartografia urbana, per una riunione delle città costiere con il loro spazio naturale.

School Ship (Scuola Nave)

Una scuola in mare, primo spazio naturale globale. Su di una nave che percorre i mari con una comunità di nuovi creativi e le “bandiere di cortesia” di tutti i paesi, tra le principali città costiere dell’UE e i suoi territori insulari più remoti; i territori dell’Età Classica e del Nuovo Mondo. Una nave registrata sulla stessa costa dove si incrociavano le tecnologie di navigazione delle vele quadrate dei mari del nord e delle vele triangolari del sud, precedendo la fondazione di una comunità globale. Insieme alla dimensione pedagogica del viaggio, una scuola che esplora l’inversione del punto di vista. Una nuova prospettiva verso la terra dal mare.

Navigazione

Ponendo l’accento sui territori costieri e sulla scala del mare, il Bauhaus dei Mari propone una sintesi tra la natura (umana e più-che-umana), le tecnologie e le necessità strategiche del progetto europeo: capire come possiamo relazionarci in maniera sensibile, consapevole ed equilibrata con il più grande bene comune del pianeta, vitale per la regolazione del clima e la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità e per la gestione sostenibile delle future risorse alimentari, minerali ed energetiche.

Il Bauhaus dei Mari raccoglie la sfida di applicare il design a complessi problemi socio-tecnici-ecologici e più-che-antropocentrici, di significativo impatto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e sulle priorità strategiche dell’UE. Il Bauhaus dei Mari intende promuovere la progettazione d’interazioni complesse tra agenti umani e più-che-umani. La loro espressione su grandi scale temporali e spaziali è possibile solo attraverso tecnologie di rete digitali amplificate dall’intelligenza artificiale, l’internet delle cose e l’autonomia concessa dal digitale.

La progettazione di queste interazioni implicherebbe la comparsa di una nuova estetica e, in modo più incisivo, una consapevolezza critica delle sue conseguenze storiche, contemporanee e future: concepire il design oltre l’essere umano, ma come un mezzo per garantire un futuro all’umanità. Presupponendo questa consapevolezza eco-centrica come base della propria proposta di prospettiva, il Bauhaus dei Mari invita a rifocalizzare l’insegnamento e la pratica della progettazione in una visione futuristica, e in un’ecologia della conoscenza, che trascende la nostalgia, le prospettive eurocentriche e antropocentriche, così come la logica di sviluppo basata sull’inesorabile crescita ed estrazione economica, e privatizzazione dei beni comuni e della conoscenza.

Il nuovo Bauhaus emerge dalla maturità tecnologica raggiunta grazie alla rivoluzione digitale e combina il dominio fisico, digitale e biologico, incidendo così sulla quarta rivoluzione industriale. Il Bauhaus dei Mari reagisce ridefinendo il design come una disciplina che aggrega la concettualizzazione attiva e cura i complessi sistemi socio-tecnici-ecologici che si sviluppano attorno ai problemi e alle sfide legate al mare – con valori, politiche ed etica consapevoli e distinti.

Figure professionali coinvolte
Il Manifesto è stato creato per introdurre il processo di discussione con il team del nuovo Bauhaus europeo.

Nuno Jardim Nunes
Ricercatore presso l’ITI/LARSyS, e Docente presso l’Instituto Superior Técnico di Lisbona

Frederico Duarte
Designer

Heitor Alvelos
Ricercatore presso ID+ e Docente presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Porto

Mariana Pestana
Architetto

Miguel Figueira
Architetto

 

Progettazione grafica e del concept
Miguel Figueira, José Albergaria

Sito web
Maria Adelaide